Pescara è l'assoluta protagonista del primo filobus d´Italia. L´ Aquila si posiziona sesta in classifica. Un primato per la regione. È indicativo il fatto che siano stati redatti più libri sulle ferrovie in Abruzzo che in qualsiasi altra regione d´Italia". Lo ha detto Piero Muscolino, ex dirigente delle ferrovie dello stato, docente dei trasporti all´università Iulm di Milano, nonché uno degli autori della ristampa del volume "La ferrovia elettrica Penne-Pescara. 1929-1963" presentato ieri presso la sede della Gtm. Il testo giunge a corollario di un ciclo di conferenze sull´ex-Fea (Ferrovia elettrica abruzzese).
"La filovia è il filo conduttore da allora ad oggi a beneficio della mobilità sostenibile- ha sottolineato Donato Renzetti, presidente della Gtm - Bisogna operare in sinergia perché la filovia odierna, collegando Silvi a Francavilla a San Giovanni Teatino possa partire, altrimenti i finanziamenti non perverranno mai. Questa è la sfida che lanciamo oggi, memori dello smantellamento della ferrovia elettrica nel 1963, a seguito della motorizzazione di massa che in quarant´anni ha negativamente inciso sulla qualità dell'aria". La Gtm prosegue dunque la sua campagna a favore di una sollecita realizzazione della filovia, sostenuta dal senatore Glauco Torlontano e contrastata dalle associazioni schierate sul fronte del no.
"Siamo di fronte ad una svolta metropolitana - ha continuato Renzetti - La percorrenza della Gtm si attesta sui 5.500.000 chilometri, mentre 18.800.000 sono i passeggeri trasportati. Il dato positivo è che si riscontra un aumento dei passeggeri pur diminuendo il numero dei chilometri percorsi. La cosa da sottolineare è che il trenino della Fea ha consentito la fuoriuscita di tante aree collinari e montane dall´isolamento, come è riportato nel testo con dovizia di dati scientifici". Per Renzo Gallerati, consigliere della provincia di Pescara e coordinatore editoriale del volume, "Il fatto che si sia pervenuti a una ristampa è sinonimo di un successo tutt´altro che archiviato. Molte richieste sono pervenute dopo la prima versione, anche da fuori regione: da università, in particolare dalle facoltà di ingegneria, da studi di settore, da cultori della materia e nostalgici".

