Forte partecipazione alla cerimonia tenuta stamane. Ecco il racconto
Montesilvano
- C’è voluto oltre un lustro per arrivare all’inaugurazione,
ma il
Museo del Treno di Montesilvano è finalmente una realtà.
Inaugurato
oggi con bella partecipazione, l’unico esempio di ricostruzione
storico-sociale della storia ferroviaria della tratta litoranea
adriatica
(e non solo) è stato fortemente voluto dall’ACAF -
Associazione Culturale Amatori Ferrovie – della città, che vede tra le
sue anime più attive l’ex sindaco Renzo Gallerati.
L’attuale Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Pescara, appassionato da
sempre di binari e convogli, fondò nel 2002 l’ACAF cui oggi è Presidente Antonio
Schiavone, l’ultimo capostazione di Montesilvano e fece acquisire dalla
Municipalità la splendida locomotiva gruppo 940, iniziale nucleo dell’expo.
L’allestimento consta di
due tronconi di treno, i cui vagoni rigorosamente d’epoca ospitano le
ricostruzioni delle biglietterie, delle sale-movimento, dell’ufficio postale,
dei servizi compresi gli attrezzi, i quadri comando, le divise fino al kit
completo per registrazioni e vidimazioni dei documenti di viaggio.
Un museo all’aria aperta
dove poter davvero toccare con mano l’universo mondo della mobilità sui binari.
Tutti i partecipanti istituzionali alla cerimonia –l’attuale Primo Cittadino
Cordoma, gli Assessori provinciali Fornarola e Fidanza, il responsabile PR
Trenitalia Recubini, le rappresentanze delle forze dell’ordine, Polfer adriatica
in testa- hanno sottolineato quanto questa realtà possa essere luogo di
riflessione sulla identità territoriale specifica e la enorme valenza educativa
che possiede.
Montesilvano ha
praticamente cominciato ad esistere come città moderna da quando è ‘discesa’ al
mare, e ciò è avvenuto con l’apertura della tratta Adriatica da Ancona a Foggia,
oltre 140 anni fa. Tutta la cittadinanza potrà quindi condividere la passione
che sta dietro una cosa che testimonia in modo concreto quanto, con l’arrivo
della ferrovia, la collettività locale e regionale si è indubitabilmente
sviluppata.
L’area è stata arricchita
con un monumento ai caduti della ferrovia
(per incidenti o cantieri) del macchinista in pensione Antonio Tortora,
tutto realizzato assemblando creativamente pezzi veri di materiale d’uso.
Il giusto corollario ad un materiale, quello ospitante il Museo, che fu usato
perfino per tradurre nei campi di concentramento gli ebrei della shoah.
Quanto al ruolo
fortissimo che, in termini di cultura del treno, possono svolgere le
associazioni di volontari appassionati, chiare le parole di Dario
Recubini:
“Non c’è ormai più necessità della presenza fisica umana
nelle stazioni
–ha detto- Per far viaggiare i treni per lunghe tratte
si liberano quindi tantissimi edifici, che diamo volentieri in comodato
gratuito.
Dato che esula dal nostro compito quello che va oltre il far
viaggiare
in economia cose e persone, non possiamo occuparci anche dei
manufatti inutilizzati, ma siamo lieti di non vederli disfare per
abbandono.
Qui ci sono amplissimi spazi per le attività culturalmente
valide in senso lato.”
Come, per esempio, luoghi protetti dove
allestire plastici ferroviari…
Inaugurato nell'area ex scalo merci il
Museo del Treno
Inaugurato ieri a Montesilvano dal
sindaco Cordoma il Museo del Treno
(area ex scalo merci della stazione Fs ). Su un binario morto sono stati
collocati, dopo un meticoloso restauro effettuato da ex ferrovieri
dell'associazione ACAF, una locomotiva a vapore del 1924 e 4-5 vagoni.
In questi ultimi sono stati ricostruiti diversi "ambienti" d'epoca, dalla
sala stazione con le leve di comando-banco il cui operava il capostazione,
al bagagliaio postale, fino alla garitta del frenatore.
il Centro — 25 aprile
2009 pagina 34 sezione: CRONACA
MONTESILVANO. Nel 1932 fu realizzato per
trasportare da Nord a Sud le merci prodotte dall’Italia fascista di
Mussolini. Ma con la Seconda guerra mondiale il destino del vagone merci
mutò: venne utilizzato dai tedeschi per portare i prigionieri nei campi
di concentramento della Germania. La terza vita del vagone merci
ricomincia dal binario morto di Montesilvano: il vagone della
disperazione, salvato dalla demolizione per l’impegno dei ferrovieri in
pensione, diventa il luogo della memoria. Nei 42 mq dove furono stipati
i deportati, si studia la storia. E’ questo il simbolo del museo del
treno inaugurato ieri. Svelato anche il monumento alle vittime della
rotaia: una scultura realizzata con i binari della ferrovia dismessa
Pescara-Penne dedicata a Ennio Mazzocchetti , macchinista di Rfi caduto
in servizio sulla linea del Brennero nel 2001, e a Galizio Sciarretta ,
capotreno delle Ferrovie elettriche abruzzesi ucciso alla guida del
convoglio con una scarica di mitraglietta all’uscita della galleria
Collettuccio di Loreto. La scultura è stata realizzata da Antonio
Tortora . Il museo del treno, accanto alla locomotiva 940-52 del 1924, è
«sito di interesse locale e regionale»: tre vagoni nei quali è stata
ricostruita la vita ferroviaria del passato. Antonio Schiavone ,
presidente dell’Acaf e ultimo capostazione di Montesilvano, ieri ha
lanciato un appello ai giovani: «Questo luogo è aperto alle visite
guidate». Il vagone-aula studio, infatti, è dotato di videoproiettore
per la visione di documentari. Negli altri vagoni sono ricostruiti gli
uffici del passato: «Questo museo», spiega Renzo Gallerati , vice
presidente della Provincia, «è nato gratis per tenere in vita la storia
affascinante del trasporto su rotaia». «Così», ha sottolineato il
sindaco Pasquale Cordoma , «si custodisce la memoria». Presenti anche
gli assessori provinciali Enzo Fidanza e Paolo Fornarola che ha regalato
a Gallerati un libro di Paolo Rumiz sulle ferrovie in Italia, Dario
Recubini del gruppo Fs, il dirigente Polfer Rosario Cutellè e il
luogotenente dei carabinieri Pasquale Di Palo . Pietro Lambertini
il Centro — 11 gennaio
2007 pagina 07 sezione: PESCARA
MONTESILVANO. Cimeli, diorami, modelli,
stampa specializzata, documentazione in video. Ma soprattutto una
locomotiva a vapore d’epoca e sei vagoni tirati a lucido sul posto.
Questo, e altro ancora, è il «Museo del treno» allestito all’interno
della stazione ferroviaria dalla locale Acaf, l’Associazione culturale
amatori delle ferrovie, costituitasi nel 2002. Gli amici del treno
hanno inviato recentemente, alle scuole elementari e medie un opuscolo
informativo per avviare un ciclo di visite guidate per le scolaresche.
«Lo scopo dell’iniziativa», sostengono gli organizzatori, «è di
favorire la promozione della cultura del trasporto publico, in
alternativa a quello individuale e privato. Inoltre vorremmo
sensibilizzare le giovani generazioni al fascino della ferrovia, del
treno come mezzo di spostamento, sempre più spesso utilizzato nei
collegamenti metropolitani». L’iniziativa è stata appoggiata dal
Comune. I locali della sede museale sono stati in parte messi a
disposizione dall’azienda delle Ferrovie a beneficio della città. Le
locomotive e i vagoni, invece, sono stati assegnati al Comune, che a sua
volta li ha affidati in comodato all’Acaf, che ha provveduto alla
ristrutturazione. I mezzi ferroviari sarebbero stati altrimenti
destinati alla demolizione per raggiunti limiti di età: la loro
costruzione risale infatti all’alba del secolo scorso. Oggi, invece,
possono essere ammirati in una originale esposizione. Museo munito
anche di plastici e di modelli, questi ultimi roproducono puntualmente,
in scala, «i luoghi ferroviari di Montesilvano con le ambientazioni
degli anni’ 60». I soci fondatori sono Antonio Brocco, Antonio
Schiavone (attuale presidente), Antonio Tortora, Berardo Di Nicola,
Mario Cocciadiferro, Mario Spada, Pierino De Caro, Pino Onesti, Quintino
Sportiello, Renzo Gallerati. Per fissare le visite guidate telefonare
allo 085.4680822, oppure allo 347.4483160. Nel 2007 il museo del treno
(www.acaf - montesilvano.it) è stato riconosciuto sito di interesse
regionale. (p.a.)
il Centro — 24 ottobre
2004 pagina 08 sezione: PESCARA
MONTESILVANO. Quest’anno compie 80 anni,
ma non li dimostra. Soprattutto adesso che, con un pizzico di
civetteria, si è rifatta il trucco. La “bella signora” è una locomotiva
a vapore in servizio un tempo a Santià Biella, in Piemonte, con tanto di
targa originale - 940.052 (il puntino è di rigore) -, che da qualche
tempo troneggia su un binario della stazione ferroviaria di
Montesilvano. Un po’ di rughe in verità le aveva, del resto piogge, sole
e gelo in tanti anni lasciano il segno, però il lifting certosino
eseguito in queste settimane da un gruppo di ex ferrovieri, soci della
Associazione culturale amatori delle ferrovie (Acaf), ha avuto l’effetto
di restituire l’antico splendore della gloriosa locomotiva. Molto è
stato fatto sotto il profilo estetico, soprattutto attraverso le
riverniciature con i colori originari, dopo aver scartavetrato a mano
l’ormai sbiadita copertura. Anche le parti meccaniche sono state
sistemate e ora alla locomotiva andata in pensione circa 15 anni fa,
oggi uno dei pezzi più pregiati del locale Museo del treno (che ha sede
in locali al piano terra dello scalo ferroviario) mancano solo gli
ultimi ritocchi. Per dicembre, secondo la tabella di marcia dei
ferrovieri-restauratori, potrebbe esserci la prima uscita ufficiale per
la regina del Museo. Presto inizierà anche il restauro dei sei vetusti
vagoni, costruiti tra il 1910 e il 1930 e anch’essi parcheggiati sui
binari della stazione di Montesilvano, con i quali sarà completata la
ricostruzione dell’antico treno e della locomotiva. Per la cronaca si
tratta di vagoni merci, che un tempo trasportavano per lo più prodotti
agricoli sfusi, ma nel periodo dell’ultimo conflitto mondiale furono
usati anche per i trasferimenti di prigionieri di guerra e di soldati al
fronte, come si evince dalla tracce di sigle e di codici sulle pareti di
legno. Un Museo del treno si costruisce con passione, pazienza, tempo. I
soci dell’Acaf stanno facendo in sordina un lavoro di valore culturale,
in una città segnata profondamente nella sua storia e nel suo sviluppo
territoriale dall’avvento della ferrovia. (p.a.)